UE e cyber-security: la strategia per la sicurezza

UE e cyber-security: la strategia per la sicurezza

Fake news, controllo politico, terrorismo, 5G, e tanto altro. Questi i temi caldi secondo la Commissione Europea nel campo della cyber-security. Secondo l’UE le piattaforme internet devono in particolare impegnarsi a profilare insieme agli enti prestabiliti una strategia per la sicurezza forte.

L’Unione della sicurezza

Quali sono i punti su cui mettere maggiori sforzi, nel campo della cyber-security? Secondo l’Unione Europea la sicurezza del 5G, la lotta ai contenuti terroristici online ma anche le fake news, fenomeno sempre più in espansione. Ma anche sulla base degli accaduti recenti, l’integrità delle elezioni politiche. Questi i temi trattati nella 20esima relazione dell’UE sull’Unione della sicurezza. Il proposito del documento è non solo quello di applicare più efficacemente le normative europee di sicurezza, ma anche avere una maggiore partecipazioni da parte delle grandi piattaforme online come Google, Microsoft, ma anche Facebook e Twitter.

I punti salienti

I contenuti terroristici messi in rete stanno rappresentando una minaccia preoccupante; a questo proposito l’UE ha deciso di lavorare su una serie di partnership con piattaforme online, così da creare delle dinamiche di risposte rapide per impedire la diffusione virale di video, immagini o propaganda a scopo terroristico o contenuti estremisti e violenti.
L’UE ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra gli Stati membri. Le proposte per l’interoperabilità sono spinte per entrare in vigore entro il 2020.

UE e cyber-security

L’Unione Europea annuncia che buoni miglioramenti sono stati fatti nel campo della sicurezza informatica: si sta lavorando per garantire la sicurezza delle reti 5G. Il 5G, come detto in passato, rappresenta una serie di sfide legate soprattutto alla libertà e velocità di diffusione di contenuti che la rivoluzione porterebbe con sé. L’UE quindi ha intenzione di regolamentare l’utilizzo del software non solo internamente agli stati, ma anche nelle dinamiche di utilizzo con i paesi al di fuori dell’UE.

Fake news

L’Unione ha anche dato un ruolo importante alla lotta contro la disinformazione. Soprattutto in campo politico – in caso ad esempio di elezioni – bisogna applicare il codice dell’autoregolazione sulla disinformazione, firmato nell’ottobre del 2018. Fake News ed elezioni pilotate sono rischi troppo grandi per lasciar correre, e l’UE ha chiesto così l’aiuto delle maggiori piattaforme sul web, tra cui Google, Facebook, Microsoft e Twitter.

La cooperazione di tutti gli Stati membri per la cyber-security

Fra le diverse preoccupazioni di Bruxelles ci sono inoltre quelle relative ai singoli stati. Molti di essi non applicano ancora in maniera efficiente le norme europee sulla sicurezza riguardo i temi della criminalità informatica. Basti pensare che 4 fra gli Stati membri dell’UE (Italia, Portogallo, Bulgaria e Slovenia) non applicano la normativa europea sugli attacchi ai sistemi di informazione, mentre Slovenia, Spagna e Germania non hanno ancora pienamente aderito alla Data Protection Law Enforcement Directive.
È per questo urgente secondo la Commissione che ci sia una collaborazione generale sui temi, così da assicurare in tutti i paesi membri dell’Unione Europea la piena ed efficace applicazione delle norme di sicurezza.

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