Smart Cities post COVID: come cambieranno le città dopo la pandemia.

Smart Cities post COVID: come cambieranno le città dopo la pandemia.

Le Smart Cities sono una realtà che va via via concretizzandosi, mentre cresce esponenzialmente la domanda abitativa. Nelle fasi di progettazione dei nuovi spazi cittadini, gli urbanisti devono tenere conto delle tecnologie emergenti e dell’eredità del COVID-19.

Il Covid ci ha costretto a rivedere le modalità di gestione delle nostre attività in relazione agli spazi e ad utilizzare nuove tecnologie appena nate. Quali saranno le tendenze da considerare nell’immediato futuro?

Smart Cities e IoT

Molte delle nostre città hanno già adottato soluzioni IoT. Soluzioni come sistemi di parcheggio intelligente, sensori per il monitoraggio si stanno evolvendo ad un ritmo rapidissimo.

La caratteristica principale di questi dispositivi è l’ottimizzazione delle funzionalità. Prendiamo ad esempio l’illuminazione smart che permette di tagliare i costi, risparmiare energia ma anche migliorare la sicurezza.

Non bisogna inoltra sottovalutare che i dispositivi ed i sistemi che scambiano dati con la rete possono essere monitorati da remoto, gestendo tempestivamente malfunzionamenti.

Smart Cities e IoT e infrastruttura digitale

Nell’immediato futuro la migliore strategia di sviluppo per le città del Sud del mondo sarà investire nelle tecnologie digitali.

Oggi grazie ad internet, è possibile svolgere da casa propria tutta una serie di attività per le quali era necessaria la presenza fisica. Si pensi al lavoro, oppure ai servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni. Grazie alle possibilità offerte da internet, nelle città meno ricche potrebbe risultare meno dispendioso investire in infrastrutture digitali piuttosto che nella costruzione di infrastrutture fisiche come strade.

L’intelligenza artificiale e il riconoscimento facciale offrono opportunità e sfide

I sistemi abilitati all’intelligenza artificiale saranno fondamentali nelle smart cities. Alcune applicazioni, di urban monitoring come il monitoraggio dei livelli di Co2, si stanno diffondendo molto velocemente. Mentre altre faticano a svilupparsi per le implicazioni legate alla tutela della privacy, basti pensare al riconoscimento facciale.

La sensibilità riguardo alla tutela della privacy varia a seconda del background culturale e degli usi della società. In Cina, ad esempio, le persone sembrano essere più aperte al riconoscimento facciale. Qui, in Italia, invece i sistemi in grado di rilevare i volti sono guardati con molta diffidenza, nonostante rappresentino un’opportunità per la sicurezza dei luoghi pubblici. Ciò comporta affrontare seriamente le implicazioni in termini di privacy quando si cercano soluzioni per bilanciare i vantaggi e gli svantaggi dell’IA.

Infrastrutture multifunzionali

L’immediata conseguenza del distanziamento sociale imposto dal COVID-19 è che gran parte delle attività si stanno trasferendo online. Siamo quindi sempre meno legati a luoghi fisici per svolgere il nostro lavoro oppure per fare acquisti.
Per tanti di noi, questa si rivelerà una trasformazione permanente. Per tanto saremo costretti a rivisitare i nostri spazi per renderli multifunzionali e attraenti favorendo la rinascita delle città post COVID.

Imparare dal passato

Oggi i governi, il mondo accademico e le grandi imprese si stanno adattando alle trasformazioni imposte dalla pandemia. Va però considerato che alcune delle realtà con cui dobbiamo convivere provengono dal mancato impiego o rafforzamento di alcune tecnologie. Parliamo ancora una volta delle infrastrutture digitali.

È chiaro che ci troviamo di fronte ad una situazione a cui non si era preparati, ma è opportuno rivalutarla e riconsiderare le azioni del passato per impostare il futuro.

In questo scenario, come abbiamo visto, sistemi di urban monitoring e infrastrutture digitali hanno un ruolo chiave nello sviluppo delle smart cities.

CNS e Urban monitoring

Partendo dalla propria esperienza nel settore della sicurezza e del monitoraggio, Il Consorzio Nazionale Sicurezza sta investendo nella ricerca e nello sviluppo.

Adottando il modello dell’open innovation ha elaborato soluzioni in grado di garantire la salute pubblica seguendo due filoni.

Da un lato, soluzioni in grado di limitare i contagi durante la crisi pandemica che riguardano distanziamento sociale, controllo degli accessi e sanificazione automatizzata di spazi comuni, dall’altra soluzioni per il monitoraggio urbano che migliorano la qualità della vita delle comunità attraverso tecnologie all’avanguardia come telecamere termiche, tecnologie radar e soluzioni IoT.

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