Siccità e furti di acqua: la necessità del monitoraggio ambientale
  • 1044
  • 0

Siccità e furti di acqua: la necessità del monitoraggio ambientale

La siccità si aggrava. E di questi periodi l’acqua è oro per tutti i cittadini, ma in particolare per gli agricoltori. Le news di questi ultimi tempi sono allarmanti. Ma più l’acqua è sempre più preziosa, più entrano nello scenario anche i furti. In 15 giorni, oltre 72mila metri cubi sono stati rubati dal Po, secondo una recente stima. Cosa fare? Il monitoraggio si prefigura come strumento di prevenzione.

Siccità e furti d’acqua 

L’acqua è sempre più preziosa. Il bene che abbiamo spesso dato per scontato, a causa anche dei cambiamenti climatici, ora sembra scarseggiare. 

Ovviamente il settore più penalizzato dalla siccità è quello agricolo. 

Immaginate ora di aggiungere a questo scenario già compromesso, dei veri e propri furti d’acqua. Il caso recente in Piemonte è indicativo: consultando i sistemi di videosorveglianza si è scoperto un totale di 16 prelievi. Diverse cisterne arrivate all’alba, così da non essere notate, hanno caricato un totale di almeno 86mila litri d’acqua, eludendo I limiti imposti dai consorzi irrigui e dagli enti territoriali al prelievo di acqua. 

Il monitoraggio ambientale arma contro la siccità 

La siccità è un fenomeno naturale particolare. Al contrario di molti altri, infatti, le conseguenze della siccità si fanno sentire in ritardo rispetto allo scatenarsi della causa. Ciò vuol dire dover investire i migliori sforzi scientifici e tecnologici per identificare i segnali, prendere decisioni, e limitare i danni. 

Il monitoraggio ambientale entra così in gioco: grazie ad esso si tengono d’occhio processi e risorse, garantendo che funzionino regolarmente. Ciò include il rilevamento di eventi anomali per fornire avvisi precoci. Il controllo riguarda l’ottimizzazione dei processi basati sui dati e la riduzione dello sforzo umano. I dati raccolti diventano un bollettino contenente le rappresentazioni grafiche dei dati di precipitazione e di temperatura. Questo mette a confronto i dati alla mano con quelli “normali”. Si monitora lo stato delle riserve idriche, i volumi dei serbatoi, si hanno info su possibili anomalie, e così via. 

Sensori, sonde e intelligenza artificiale 

I sensori ambientali monitorano la temperatura, l’umidità, la luce, il rumore, la pressione e la qualità dell’aria. Monitorando la qualità dell’acqua, ricercatori, scienziati e autorità possono comprendere l’impatto delle attività umane, delle fluttuazioni stagionali e degli eventi meteorologici. Ma anche avere maggiore conoscenza sul grande tema della nostra epoca: i cambiamenti climatici. I dati sulla qualità dell’acqua aiutano a prendere decisioni sostenibili e ad applicare una politica di regolamentazione completa. 

Ma anche intelligenza artificiale, che permette a macchine e software di replicare i processi decisionali umani, è di grande aiuto. 

L’IA sta già facendo grandi progressi per combattere il cambiamento climatico, può anche aiutare a tenere sotto controllo le riserve di acqua.

Il risparmio idrico come buona pratica

Non si può pensare che solo le istituzioni, gli enti e gli scienziati giochino un ruolo per la prevenzione della siccità. Anche noi in quanto cittadini possiamo contribuire a un miglioramento delle nostre condizioni. 

Per questo le istituzioni stanno particolarmente spingendo per sensibilizzarci sulle buone pratiche di risparmio idrico: installazione di apparecchiature a basso consumo nelle nostre case, ad esempio. Ma anche banalmente un utilizzo più razionale ed efficiente dell’acqua. 

© Copyright 2019 Consorzio Nazionale Sicurezza.Tutti i diritti riservati | Informazioni Legali | Designed by RG.ADV